Sabato 5 aprile, ore 17.00
Piazza dei Signori
TREVISO PIU’ EUROPA
Il corpo, la mente, il cuore della politica.
Ne parlano con i cittadini
MARCO PANNELLA
e
GIAMPAOLO SBARRA
Candidato sindaco
Sabato 5 aprile, ore 17.00
Piazza dei Signori
TREVISO PIU’ EUROPA
Il corpo, la mente, il cuore della politica.
Ne parlano con i cittadini
MARCO PANNELLA
e
GIAMPAOLO SBARRA
Candidato sindaco
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Per informazioni e adesioni trecavalli@hotmail.com, 338.1770100
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Sabato 29 marzo alle ore 18.00 presso la Loggia dei Cavalieri a Treviso, in occasione della presentazione della Cellula Trevigiana dell’Associazione Luca Coscioni, inaugurazione dell’Installazione Artistica di Romano Abate
“Adoramus te, benedicimus te, glorificamus te”
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Noi sappiamo cosa serve a Treviso. Sappiamo ciò che la Lega ha fatto di positivo, in questi anni, ciò che ha fatto di negativo e ciò che non ha fatto; conosciamo i problemi aperti, e i nodi che sembrano renderli irrisolvibili.Sicurezza, traffico e inquinamento ambientale, assetto idrogeologico del territorio e cementificazione, annullamento della trasparenza nella gestione delle attività esternalizzate, aumento del carico fiscale senza finalizzazione delle entrate, crisi o dismissione delle istituzioni culturali, immobilismo nei servizi alla persona e alla famiglia. Questi sono i problemi aperti, ma noi dobbiamo avere chiari gli assi cartesiani entro i quali inserire le nostre politiche, ben sapendo che la produzione di ricchezza e di servizi genera sicurezza e benessere per tutti. E Treviso si colloca in un “asse turistico” nord-sud, che congiunge le Dolomiti a Venezia, e in un “asse produttivo-commerciale” est-ovest, che congiunge l’Europa occidentale all’Oriente, non solo europeo. In tutto ciò l’amministrazione leghista è stata sostanzialmente assente, e Treviso è stata incapace di svolgere non solo il ruolo di capoluogo di provincia, in grado di coordinare, indirizzare e inserire in contesti più ampi le politiche ambientali, la gestione della mobilità e la promozione economica, ma nemmeno il ruolo di comune “capofila” in un’area che coinvolge i comuni contermini, per un insieme di circa duecentomila abitanti.Vero è che, al contrario, la Lega ha imposto una logica municipalistica, del tutto nemica del federalismo, delle autonomie locali e dello sviluppo. Basterebbe pensare all’occasione perduta (occasione culturale, economica e di collaborazione tra pubblico e privato) delle grandi mostre dei Carraresi o alla mancanza di un’area espositiva o di un centro congressi polifunzionale. E da qui bisogna ripartire. Con la “sicurezza” (perché dobbiamo farci carico anche della paura reale e percepita dei nostri concittadini, specialmente i più deboli ed indifesi), sono varie le questioni che vanno affrontate prioritariamente: la morsa del traffico e dell’inquinamento, allontanando le auto dal centro, liberando il PUT dal traffico di attraversamento, promuovendo modalità alternative al trasporto su auto; la vivibilità del centro storico e dei quartieri, in termini di traffico, di parcheggi e di servizi; la sicurezza ambientale, difendendo le acque e il territorio dai milioni di metri cubi che si vogliono ancora costruire; la trasparenza gestionale, innanzitutto eliminando i “politici fedeli” dai consigli di amministrazione delle Spa create dal Comune, per ripristinare le condizioni di un libero ed efficace controllo sulla qualità della spesa e dei servizi; i servizi agli anziani, ai disabili e alla famiglia, in una realtà destinata all’invecchiamento e per favorire le nuove famiglie e garantire le donne (in quanto madri, lavoratrici, cittadine), la cultura, le istituzioni culturali, gli spazi culturali e gli istituti della partecipazione, per finire con la chiara finalizzazione delle entrate.Se la “sicurezza” viene percepita dalla popolazione come questione primaria, come tale essa va affrontata; ma anche le altre questioni citate vanno affrontate contemporaneamente, perché il buon governo è il frutto di scelte strategiche a scadenza medio-lunga (cioè di priorità individuate) e di un metodo trasparente di lavoro: una buona amministrazione cerca la collaborazione e il confronto (tra pubblico e privato, tra governo e opposizione, tra italiani e stranieri, tra comune e associazioni ecc.) e accetta di farsi controllare (dal consiglio comunale, dai cittadini singoli e associati).
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TREVISO-EUROPA: costruiremo, insieme,una città dinamica, che guarda lontano. La Lega ha fatto ciò che poteva. Altro non può dare.La Lega ha dato ciò che era nelle sue possibilità, ma da un partito nato e vissuto sulla protesta è difficile attendersi un progetto di governo a lunga scadenza. Per questo motivo, dopo oltre dieci anni di governo i problemi di fondo rimangono irrisolti, e alcuni si sono addirittura aggravati: inquinamento, traffico, servizi alla persona, cultura, servizi al sistema produttivo.Oltre tutto, si è creata una “centrale di potere” che ha messo sotto il controllo del Partito-Lega Nord gran parte delle attività comunali che contano (tramite le Spa), come denunciamo da anni. In questo modo si è sviluppata una “città delle rendite di posizione” dove chi aveva, ha avuto di più; e chi non aveva, è rimasto nelle condizioni di partenza. Abbiamo un’idea di città. Treviso-Europa: la città delle opportunità.Alcune idee per il buon governo di Treviso le abbiamo ben chiare, anche perché in questi anni non siamo stati con le mani in mano.Sostegno ad un sistema produttivo di qualità e compatibile con la difesa dell’ambiente; qualificazione del sistema formativo; miglioramento dei servizi alla persona (famiglia, giovani, donna, anziani, malati e disabili); difesa del territorio dal dissesto e dalla cementificazione, miglioramento della viabilità; sostegno alle istituzioni e alle iniziative culturali; trasparenza nel governo del Comune e delle Società comunali: queste sono le direttrici di fondo che devono contenere i progetti specifici.Una svolta nel governo della città è necessaria per dare impulso alla “città delle opportunità”: opportunità per gli imprenditori, per i giovani, per le donne, per gli stranieri, per gli anziani, per gli artisti e gli intellettuali. Questo è il nostro impegno. E per questo obiettivo ambizioso chiediamo la collaborazione di chi crede che una Treviso diversa sia possibile.
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Necessità di favorire la partecipazione femminile.
- come donne: una visione dei problemi e della città: la politica finalizzata ai problemi, più che a se stessa: individuazione di priorità sociali;- come professioniste, competenti di qualcosa: un contributo alla soluzione di problemi specifici, magari affrontandoli da un altro punto di vista.
- TEMPI:- tempi della famiglia,- tempi del lavoro,- tempi della città,- tempi della politica;- banca del tempo. -
BISOGNI:- della famiglia: orari scolastici, orari negozi, orari servizi, orari del lavoro;- dei bambini: il gioco e le amicizie, la sorveglianza, i compiti nel pomeriggio;- degli anziani: l’assistenza, la compagnia;- dei disabili: l’assistenza, la compagnia, gli spostamenti, l’inserimento sociale.-
SERVIZI:- servizi che possono favorire o sfavorire la condizione femminile:- servizi socio-culturali del comune, dell’USL, del volontariato;- orari scuole, mezzi pubblici, uffici, negozi…
- famiglia: servizi alla famiglia: . anziani e disabili: servizi domiciliari; . bambini: asili nido (potenziamento e /o reazione di nidi aziendali o interaziendali), scuole materne, sezioni primavera, sostegno allo studio, ludoteche;- i tempi della città: coordinamento orari negozi, orari scuole, vacanze scuole (periodi di interruzione delle lezioni);- lavoro: inserimento, flessibilità, sostegno in momenti particolari (maternità e rientro al lavoro); coinvolgimento delle parti sociali;- politica: partecipazione “vera”, non formale alla vita politica e al governo della città.- valorizzazione delle eccellenze, delle competenze: giovani, studentesse, imprenditrici… (collegato al problema dei giovani)- donne straniere: inserimento, integrazione, rispetto dell’identità, salute.- donne anziane sole: assistenza e socializzazione;- le nuove povertà: potenziare assistenza e sostegno.- violenza sulle donne, sicurezza e libertà.
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Interventi di politica ambientale.
Favorire i nuovi impianti termici e le nuove forme di produzione energetica.
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Bisogna impostare il rapporto politico tra giovani e adulti su nuove basi, uscendo da ogni impostazione ideologica e dallo schema pregiudiziale destra-sinistra. I luoghi privilegiati del confronto tra giovani ed adulti – i luoghi dove avviene la trasmissione dialettica delle idee e dei modi di essere – restano ancora la famiglia, la scuola e il mondo del lavoro.
Cosa proponiamo, di credibile, ai giovani, relativamente a questi “luoghi privilegiati”? Possiamo partire da tre questioni chiare e semplici:
1. una politica della casa e dei servizi socio-culturali rivolta ai giovani e alle giovani coppie, che sostenga il processo di autonomia dei giovani, il distacco dalla famiglia di origine e la formazione di nuove famiglie;
2. una politica formativa che miri alla formazione permanente e alla sprovincializzazione (con sostegni e incentivi alle conoscenze tecnologiche e digitali, alla conoscenza della lingue straniere e alla partecipazione a progetti internazionali);
3. un intervento relativo al mondo del lavoro che aiuti i giovani nell’orientamento, nell’inserimento e nel miglioramento del lavoro (la flessibilità come valore) – anche ripensando (su scala nazionale) gli ammortizzatori sociali -, e che dimostri il nostro interessamento vero (e perciò “pratico”, non demagogico) al loro futuro: è più credibile una proposta di sostegno-aiuto alla flessibilità, che una promessa di lavoro stabile dequalificato e mortificante (non a caso molte delle nostre fabbriche sono piene di lavoratori stranieri). Europa, governo nazionale, governo regionale e amministrazione locale possono integrarsi, su questi piani; e così, forse, quando sarà chiaro che essa può aprire o chiudere opportunità per tutti, e non solo offrire garanzie ai soliti noti, la politica potrà diventare interessante anche per i giovani.
Ecco perché a Treviso dobbiamo creare la “città delle opportunità” per i giovani: giovani che possono vivere autonomamente e crearsi una famiglia o sviluppare in libertà le loro aspirazioni culturali; giovani che possono formarsi in un sistema scolastico-universitario che li aiuta a guardare lontano, nello spazio e nel tempo; giovani che entrano nel lavoro senza accontentarsi di ciò che hanno, ma con prospettive reali di miglioramento.
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Un progetto di ampio respiroper garantire diritti e assistenza ai disabili e alle famiglie.Il Comune di Treviso non si è attivato in campagne di sensibilizzazione né in attività di rilievo a favore dei disabili; anche il 2003 (Anno Europeo delle persone con usabilità) è passato senza particolare coinvolgimento della pubblica amministrazione. Eppure anche a Treviso i disabili incontrano alcune conosciute difficoltà relative a:- informazione sulla normativa vigente in tema di assistenza (Comune, Regione, Stato, USL)- informazione sulle agevolazioni disposte dai veri Enti;- informazioni sui servizi erogati da Enti pubblici e privati (Comune, USL, Arep ecc.)- informazioni sull’assistenza, agevolazioni e contributi a persone non autosufficienti;- informazioni sul sostegno alle famiglie. Spesso le difficoltà sono superabili con interventi che richiedono soprattutto coordinamento e scambio di informazione tra enti diversi (pubblici e privati) e tra enti e cittadini. Fatte le seguenti premesse:- esistono varie tipologie di disabilità e varie fasce generazionali coinvolte, per cui i servizi devono essere adeguati alle diverse tipologie di bisogno;- è necessario offrire servizi diversificati, centralizzando (unificando) i momenti informativi;- attualmente non esiste un punto di riferimento unico in città, a cui i disabili possano rivolgersi per ottenere informazioni adeguate; spesso essi (o le famiglie) si rivolgono alle associazioni che si fanno carico del problema specifico, ma non tutte le Associazioni sono efficaci nello svolgere la funzione informativa, essendo la legislazione ricca, complicata e non sempre coerente;- non esiste un coordinamento unico tra tutte le Associazioni dei disabili; il Coordinamento Provinciale delle Associazioni non le raccoglie tutte;- le competenze in materia di assistenza ai disabili sono divise tra Comune e Usl con la collaborazione delle associazioni e di altri Enti, e spesso all’utente bisognoso sfuggono le connessioni tra i vari soggetti coinvolti; si mettono in evidenza le attività possibili e i settori nei quali intervenire:
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Dopo anni di disinteresse dell’Amministrazione locale, pronta a cedere e a delegare piuttosto che a promuovere, è necessario affrontare le questioni della cultura da vari punti di vista, strettamente correlati: conservazione, fruizione, educazione, sperimentazione.Bisogna partire dai diversi livelli della questione, mettendoli in relazione:
1. Istituzioni e risorse culturali
2. Associazionismo culturale
3. Risorse umane locali (artisti, scrittori, musicisti, fotografi, attori…)
4. Iniziative esistenti1. Istituzioni culturali: biblioteca, museo, liceo musicale
- uscire dalla logica della “propaganda”, e dare autonomia operativa alle istituzioni culturali;
- “rifondare” il Liceo Musicale Manzato, facendolo uscire dall’attuale precarietà;
- creare collaborazioni con altri enti pubblici e privati; scuole, enti locali e Regione. 2. Associazionismo culturaleLe Associazioni vanno valorizzate nella loro autonomia, dotando la città di strutture attrezzate che consentano a tutti di svolgere attività di promozione culturale.
Servono spazi culturali tecnologicamente attrezzati:
- recuperare gli spazi esistenti:
- centrali: auditorium;
- di quartiere;
- modificare i regolamenti vigenti per favorire la partecipazione, l’autonomia delle associazioni e l’organizzazione di iniziative culturali, uscendo dalla logica clientelare. 3. Risorse umaneVanno valorizzate le energie e le intelligenze del territorio, anche per consentire ai giovani di emergere. Nell’ambito della creazione di spazi per la cultura, va considerata la necessità di individuare spazi per lo studio e la sperimentazione (arte, musica ecc.), anche collegati ad iniziative culturali esistenti.
Si può ipotizzare la realizzazione di una sorta di “Triennale delle espressioni artistiche del territorio”, che periodicamente fotografi la situazione e crei occasioni per l’emergere di nuove personalità. 4. Iniziative culturali
Bisogna uscire dall’ambito localistico:
- cultura musicale: mettere in rete e valorizzare le risorse del territorio (es. scuole di musica, orchestre, conservatorio, giovani musicisti);
- cultura dell’immagine: valorizzare e mettere in rete le istituzioni pubbliche e private, le risorse umane e le iniziative pubbliche e private esistenti (esistono o sono esistite molte iniziative, in provincia, legate al mondo dell’immagine: antennacinema, film d’arte, illustrazione per l’infanzia, raccolta Salce, Disegno industriale, Fabrica); si tratterebbe di farle convivere in un grande progetto culturale.
- Treviso “città del fanciullo”: a partire dalla “Carta di Treviso” e dall’esperienze in atto (es. gli Alcuni), produrre cultura a misura di fanciullo: informazione, letteratura, musica, arti visive, teatro, televisione, radio, cinema, gioco, scuola.
- Promuovere una importante iniziativa periodica su “Scienza, Tecnologia, Umanità”, per approfondire a vari livelli le relazioni tra Progresso e Sviluppo e promuovere la cultura tecnico-scientifica senza perdere le premesse umanistiche che stanno alla base della nostra cultura.
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La forte presenza di lavoratori stranieri in città ha ormai perso ogni carattere di emergenza, essendo in larga parte prevedibile. Il governo leghista, però, continua a creare una situazione di emergenza, che genera solo paura e diffidenza, e non crea maggiore sicurezza. Bisogna adottare comportamenti e scelte amministrative molto diverse da quelle fatte negli ultimi anni; da un atteggiamento di esclusione, diffidenza e sospetto, bisogna passare ad una politica amministrativa inclusiva e di integrazione, ma non di omologazione culturale. Azioni:
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L’invecchiamento della popolazione è un dato acquisito; ciò porta all’impostazione di politiche sociali attente alle problematiche specifiche, innanzitutto alla salvaguardia dell’autonomia della persona anziana, che deve partire dalla socializzazione e dalla presenza di servizi nel territorio e di assistenza domiciliare. Azioni:
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Se è vero, come è vero, che un sistema formativo di qualità è necessario per sostenere il sistema produttivo e che una buona formazione culturale, approfondita, flessibile e aggiornata è essenziale perché i giovani possano inserirsi con successo e soddisfazione nel mondo del lavoro, costruendosi così un futuro autonomo, l’Ente locale deve farsi carico delle responsabilità che gli derivano in un sistema di progressiva decentralizzazione e di valorizzazione dell’autonomia delle scuole. È possibile immaginare alcuni interventi in varie direzioni, tenendo conto dei diversi livelli di responsabilità e di coinvolgimento del Comune. Scuola e Ente locale a Treviso. Organizzare un appuntamento di studio, approfondimento ed elaborazione progettuale (anche articolato in sessioni) che coinvolga le istituzioni scolastiche, l’Amministrazione Comunale, la Consulta provinciale degli studenti, le varie agenzie formative pubbliche e private e le categorie produttive, sul tema “I rapporti tra l’Ente locale, le Istituzioni scolastiche e le realtà associative ai tempi dell’Autonomia scolastica, per migliorare la qualità dell’offerta formativa”. Tale appuntamento potrebbe diventare biennale e permettere di confrontare periodicamente le esperienze in atto in Italia e in Europa. Scuola materna: la scuola materna pubblica non riesce a rispondere alle richieste, per cui i genitori sono costretti ad iscrivere i bambini alla scuola privata; un obiettivo è quello di aprire nuove sezioni di scuola materna pubblica, per offrire alle famiglie una effettiva possibilità di scelta tra scuola privata (a pagamento per le famiglie, e attualmente sostenuta anche dai finanziamenti del Comune) e scuola pubblica (pagata con la tassazione generale). Osservatorio per l’integrazione degli stranieri. L’integrazione dei giovani stranieri nella scuola non è un problema solo delle scuole, ma un problema sociale e culturale; per evitare il generarsi di situazioni di difficile comunicazione, se non di vera e propria intolleranza, è necessario che il problema sia monitorato e affrontato sistematicamente. Un centro qualificato di formazione e aggiornamento per i docenti, da istituire con una collaborazione tra Università, Enti pubblici e privati. Stage e lingue. Creare occasioni per la partecipazione a stage in Italia e all’estero, e per l’apprendimento delle lingue straniere, con un sostegno per i giovani meritevoli e socialmente meno fortunati. Istruzione tecnica e professionale. Operare, in accordo con la Provincia e gli operatori del sistema produttivo, per la qualificazione dell’istruzione tecnica e professionale, in collegamento con il mercato del lavoro e con centrodi ricerca. L’Osservatorio per il lavoro. Avviare la costituzione di un “Osservatorio per l’orientamento, l’occupazione e le professioni emergenti“, che operi in costante e sistematico rapporto con le Istituzioni scolastiche e con Veneto lavoro e dia le informazioni utili e aggiornate all’ inserimento nel mondo del lavoro o alla prosecuzione degli studi.
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1. E’ importante il programma di governo, in vista delle elezioni?
a. Il programma di governo, in vista delle elezioni, è importante per garantire ai cittadini che chi si candida a governare ha maturato una buona conoscenza dei problemi della città e ha riflettuto sulle ipotesi di intervento. Niente vaghe promesse, quindi, ma una visione “prospettica” (che sa cogliere le dinamiche in atto, per capire come si modificherà la città e come creare le condizioni per favorire lo sviluppo e il progresso) e una visione “realistica” dei problemi quotidiani, delle risorse disponibili e delle complicazioni burocratiche. In questo senso, il “programma” è un problema dello schieramento politico ma anche e soprattutto del “Sindaco”, che viene eletto direttamente dai cittadini (e porta con sé il premio di maggioranza in Consiglio comunale).
b. Spesso, però, le forze politiche utilizzano il “programma” per procrastinare il momento delle scelte relative alle persone (in particolare al candidato-sindaco). E’ quello che sta accadendo a Treviso; di fronte ad una proposta di candidato-sindaco (che si dichiara disponibile a sostenere la prova delle elezioni primarie), i partiti hanno deciso che bisogna definire il “programma” (salvo, poi, non fare neanche questo). Il “programma”, quindi, spesso diventa l’alibi per tergiversare e aspettare (non si sa bene che cosa).
2. Come si fa un programma di governo in vista delle elezioni?
a. Per elaborare il “programma”, generalmente i partiti creano dei gruppi di lavoro sulle varie tematiche; ma spesso i gruppi di lavoro (ammesso che vengano creati con discreta partecipazione, il che accade raramente) si svuotano e il lavoro viene svolto da poche persone. Le solite.
Allo stesso modo, uno “schieramento di partiti” delega alcune persone a partecipare ad alcuni incontri sulle problematiche cittadine, cercando di fare una qualche sintesi. Ma anche in questo caso, gli incontri sono piuttosto chiusi e diventano autoreferenziali.
Viste le premesse (che nascono non da una critica aprioristica, ma dalla conoscenza interna dei meccanismi) dobbiamo cercare di individuare strumenti diversi, che ci permettano di seguire percorsi più dinamici, più aperti e più coinvolgenti.
Ecco perché l’idea di www.treviso2008.it, un sito internet che reinvia ad una serie di blog dove realizzare un dibattito costante on line tra tutti coloro che sono interessati, a vario titolo, a partecipare alla creazione di un’alternativa di governo per Treviso.
Poche riunioni, quindi (che del resto diventerebbero le riunioni tra i soliti pochi) e un intenso dibattito virtuale che può e deve trovare qualche momento di discussione reale, fino alla “convention” finale che deve consacrare il candidato sindaco e il suo programma.
Una bozza di lavoro per la discussione sul programma.
In questa sezione si trova una bozza di lavoro per una discussione sul programma; non è, quindi, un programma, ma uno strumento che ciascuno può rielaborare, ristrutturare, approfondire (vengono già inserite, a mo’ di esempio, alcune idee di altri).
Su questa base possiamo raccogliere e mettere on line i contributi (grandi e piccoli) di ciascuno.
Aspettiamo critiche, proposte, intuizioni, slogan, immagini: tutto ciò che può dare completezza, innovatività e forza comunicativa alle nostre idee. Senza paura, ma con l’entusiasmo di partecipare per la prima volta ad un evento collettivo, che dimostra che si può fare politica in modo diverso, aperto, coraggioso.
I contributi pervenuti verranno inseriti nei tre grandi Temi che costituiscono la struttura della bozza di lavoro
1. Efficienza e partecipazione – 2. Servizi sociali, cultura e istruzione – 3. La gestione del territorio.
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